Un’assistenza migliore ai malati oncologici

Pubblichiamo un articolo del IL RESTO DEL CARLINO dell’8 Novembre 2020 e di seguito la lettera di ringraziamento della Presidente dello IOM Ascoli Piceno OdV Ludovica Teodori al Dr. Angelo Galeati, Presidente della Fondazione Carisap.

“Dare una risposta concreta e di livello ai bisogni di assistenza domiciliare dei pazienti oncologici e terminali attraverso interventi a domicilio su tutto il territorio di competenza della Fondazione Carisap e anche con l’introduzione di figure altamente specializzate: questo, in estrema sintesi, il senso dell’intervento approvato dal consiglio di amministrazione della stessa Fondazione, per un impegno biennale da 300mila euro. Questo progetto di assistenza domiciliare integrata in favore di malati oncologici e terminali mette in rete quattro soggetti specializzati (che sono Ail, Bianco Airone, Cooperativa sociale Gea, Iom Ascoli) con l’Asur e il servizio pubblico di assistenza domiciliare (l’Adi). Con questo intervento la Fondazione intende garantire l’unitarietà della presa in carico del paziente e della famiglia da parte dell’équipe di assistenza, attraverso una figura innovativa, quella del case manager, che coordini l’intervento dei diversi professionisti e favorisca il rapporto fra la famiglia, l’équipe domiciliare, l’Adi e i medici che hanno in cura il paziente. Il progetto, infatti, persegue due obiettivi riconosciuti come fondamentali dai partecipanti al tavolo di lavoro: omogeneizzare gli interventi di assistenza domiciliare sul territorio di competenza della Fondazione; e poi rafforzare la collaborazione e favorire il raccordo fra le équipe e i servizi (Asur, Adi, Mmg, Uoc, servizi sociali di riferimento) superando la logica prestazionale e focalizzandosi sulla presa in carico della persona e dei suoi familiari. Dal punto di vista della sostenibilità, questo progetto (come pure l’altro approvato che riguarda la creazione di un’Accademia per la formazione e il lavoro delle persone disabili) è stato pensato per sopravvivere alla fase sperimentale, con la valutazione che sarà in capo al team creato dalla Fondazione grazie all’impiego di assegnisti di ricerca dell’Università e di un coordinatore senior di valutazione di impatto. Coprogettazione e cogestione sono due concetti chiave all’interno di questo percorso, come ha spiegato il presidente Angelo Davide Galeati: “La soluzione della coprogettazione e della cogestione permette di responsabilizzare sia la Fondazione, nell’applicazione del modello organizzativo e gestionale, sia il Terzo settore attraverso la valorizzazione delle proprie esperienze e delle competenze possedute. Con la stipula delle convenzioni, il soggetto del terzo settore diventa ufficialmente un collaboratore non solo della Fondazione, ma anche degli altri partner progettuali, con cui condivide responsabilità e risorse”. Infatti uno dei risultati attesi dalla Fondazione è la costruzione di reti stabili ed espandibili di organizzazioni pubbliche e private che condividono aree di intervento comuni.”

 

Gentilissimo Angelo,

è desiderio mio e di tutto lo IOM ringraziarti per la preziosa opportunità che la Fondazione ci ha dato di far parte del progetto “Assistenza domiciliare ai malati oncologici e terminali”. Non solo per  il sostegno economico, fondamentale in questo difficile e doloroso momento, ma perché ci ha permesso di intraprendere un percorso per noi nuovo, la coprogettazione con altre realtà associative, e soprattutto perché ci ha fornito l’occasione di fare un salto di qualità relativamente ai servizi offerti, di cui sentivamo un profondo bisogno; questo progetto ci ha finalmente permesso di introdurre nell’equipe la figura del Case Manager, che rappresenta un’innovazione nell’ambito dell’assistenza domiciliare oncologica.

In questi venticinque anni di attività abbiamo sempre precorso i tempi cercando di portare sul territorio buone pratiche nell’ottica di accrescere il benessere delle persone; con le cure palliative per garantire, per quanto possibile, qualità e dignità di vita al malato oncologico; con  l’introduzione, fin dalla nascita dell’Associazione, della psico-oncologa, in un tempo, era il 1996, in cui ancora non si conosceva molto bene tale figura e l’importanza che essa rappresentava; con i progetti di riabilitazione oncologica per donne operate di cancro al seno con iniziative di teatro-danza terapia  e yoga; con Traguardo Prevenzione, progetto di prevenzione del carcinoma mammario rivolto a donne escluse dalla screening nazionale e molto altro. 

Oggi, in un momento di profondi cambiamenti e difficoltà che mette a dura prova tutti noi, ma che soprattutto impatta sulle categorie fragili, tra cui i malati oncologici e le loro famiglie, sentivamo il bisogno di fare un ulteriore passo avanti per stare ancora più vicini alle persone bisognose e migliorare i servizi, per una presa in carico completa ed efficace.

In questo processo di miglioramento, abbiamo trovato nella Fondazione, un sostenitore e partner prezioso perché condivide con noi un profondo senso civico, un costante interesse per il territorio che si esplica in interventi puntuali ed efficienti e la volontà di intraprendere percorsi innovativi volti al benessere della comunità in un’ottica di condivisione.

Un ringraziamento va anche all’Organo di Indirizzo, al Consiglio Direttivo e allo Staff impegnato nella progettazione, che con grande disponibilità ed impegno ci ha seguito e supportato.

Grazie quindi per questa nuova avventura con la speranza che ci siano ancora molte occasioni per fare del bene.

Un caro saluto

                                                                                               Ludovica Teodori

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